martedì 3 febbraio 2026

ASKATASUNA TRE GIORNI DOPO, L'ALIBI È CADUTO.



3 Febbraio 2026.


Il documento ufficiale rilasciato quest'oggi da InfoAut, organo ufficiale del mondo cosiddetto antagonista, cui il centro sociale Askatasuna appartiene, chiude definitivamente la questione su possibili regie occulte dietro i violenti scontri di Corso Regina Margherita a Torino del 31 gennaio scorso. 

Una dichiarazione orgogliosa e trionfalistica che, per quanto a tratti delirante, risulta perfino apprezzabile per coerenza e ci indica la luna, il dito e anche la mano nascosta sullo sfondo.

Vi si rivendica in sintesi la proprietà intellettuale, politica e materiale della manifestazione in toto così per come essa si è svolta, devastazione e guerriglia comprese: " Al termine della manifestazione una parte del corteo ha deciso di proseguire in Corso Regio Parco e un'altra parte, numericamente significativa, ha deviato in Corso Regina per avvicinarsi allo stabile di Askatasuna, oggi murato e devastato al suo interno dai vari distruttori in divisa...".

Bene, chiarito quindi il punto che gli scontri sono stati cercati e voluti dagli organizzatori stessi del corteo per loro stessa pacifica ammissione, vediamo qui alcuni punti del contorno di questa vicenda.

L'aspetto che più di ogni altro ha attirato l'attenzione di chi scrive è il seguente: in tutte dicasi tutte le pagine social afferenti all'area progressista la voce che si è levata in questi tre giorni è stata praticamente unica: le violenze sono state opera di infiltrati agitatori professionisti a libro paga dei fascisti, senza se e senza ma.

Traspare dietro le paure di costoro il paradigma del metodo Cossiga ( o Kossiga come preferiscono scrivere ), rivisitato nel 2026, e che servirebbe alla Meloni per giustificare poi uno spostamento a destra dell'asse di governo, un giro di vite, una svolta autoritaria e repressiva.

(Suscita sempre la mia ilarità il fatto che della svolta autoritaria e repressiva, nonché in violazione dei principi stessi della Costituzione avvenuta durante i governi Conte II e Draghi tra il 2020 e il 2022 queste sentinelle della libertà e dei diritti sembrano non essersene accorti).

Insomma, si tratta dei fatti e dei traumi mai superati degli anni di piombo e passanti per Genova. Traumi di tutti noi, sia chiaro, ma che in questo caso, hanno favorito una lettura degli eventi apparsa da subito pretestuosa e fuori contesto. Proverò a spiegare perché.

Innanzitutto le tempistiche: il centro sociale in questione è stato sgomberato dalla DIGOS Torinese il 18 dicembre 2025 dopo quasi trent'anni di occupazione abusiva.

Era assai prevedibile quindi una reazione rabbiosa a stretto giro da parte degli stessi militanti antagonisti che avevano subito questo smacco; rabbia rivolta in maniera molto banale "ai distruttori in divisa" e che senza mezzi termini viene esplicitata nel suddetto comunicato. 

In secondo luogo le immagini degli scontri con la polizia che tutti abbiamo visionato: corporature esili, minute, chiaramente adolescenziali o poco più, quelle degli incappucciati. Il loro abbigliamento quasi identico: Jeans, felpa nera col cappuccio e zainetto. Le mani piccole e chiare, la postura da studenti usciti di scuola mezz'ora prima.



In sintesi tutto il contrario di cio' che è o che può essere il profilo di un sabotatore, un agitatore professionista esperto, militarmente addestrato alla guerriglia urbana e inviato dai "servizi" a seminare il caos.

Il parallelismo con Genova 2001 risultava quindi da subito, con questi presupposti, quantomeno azzardato.

L'arresto nelle ore successive del giovane Angelo Simionato, ventiduenne della provincia grossetana partecipe insieme ad altri del pestaggio vigliacco al poliziotto Alessandro Calista, non fa che confermare una banale evidenza: non infiltrati agitatori a libro paga ma sprovveduti ragazzini di primo pelo dei centri sociali provenienti da altre regioni, (probabilmente chiamati a raccolta dai capi di Askatasuna perché non riconoscibili e non noti alla DIGOS piemontese), al fine di vendicare la fresca ferita della chiusura del loro centro ad opera della Polizia di Stato.



Infine, oggi, arriva il comunicato ufficiale di InfoAut (vi invito a leggerlo), che chiude la questione e zittisce senza tema di smentita coloro i quali  hanno cercato di spostare l'attenzione dalle proprie responsabilità o per meglio dire da loro stessi.

Lo ha ben spiegato nel suo recentissimo intervento all'apertura dell'anno giudiziario la Procuratrice Generale di Torino, Lucia Musti:  

" C'È UN'AREA GRIGIA DELLA BORGHESIA COLTA CHE GIUSTIFICA I VIOLENTI ".

In un attimo il sipario dell'ipocrisia perbenista e' stato strappato. Con queste poche parole la Procuratrice dichiara apertamente ciò che tutti sapevamo, ovvero che c'è in Italia una élite presunta intellettuale che agisce e opera in tutti i settori della società ma nella classe docente soprattutto, e che approva, che avalla, che fomenta e propaga  una ideologia dogmatica, radicale, aggressiva e intransigente, la quale unita alla inevitabile rabbia sociale di un'Italia sempre più povera e disperata, diventa fertile substrato perché nasca e si amplifichi il fenomeno della violenza nelle strade.

I destinatari di questi messaggi fuorvianti sono ovviamente e ancora una volta la parte più delicata e pura della società: i giovani in formazione.

Quanti tra essi si sono già avvicinati alla realtà dei centri sociali ne diventano facilmente attivisti militanti e inevitabilmente finiscono per essere utilizzati e manipolati con un tipico sistema di leva lunga (quello stesso utilizzato da chi stava dietro i docenti del Girton College di Cambridge con Giulio Regeni per intenderci). Infine il resto lo abbiamo visto: incappucciati con ambizioni da guerriglieri globalisti, saranno gli utili idioti del sistema favorendo di fatto quell'eterno litigio tra i capponi di Renzo che consente a chi veramente muove le fila dietro le quinte della nostra storia di continuare ad agire indisturbato.

La stessa élite colta ossessionata dal fascismo, che con sindacalisti, intellettuali e politici ha sicuramente preso parte alla manifestazione, e che poi il giorno dopo ha pateticamente puntato il dito indice su fantomatici infiltrati agitatori a libro paga dei loro avversari politici, fa parte infine essa stessa della scena e della recita, non assume le proprie responsabilità morali in questo processo a circolo chiuso e non sa, non vede o fa finta di non vedere che il nemico è altrove.


Piero Restivo

Comunicato ufficiale InfoAut:

https://share.google/hydDWdrBzwzqjPSHc

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