Come può esserci un parallelismo tra una crisi sanitaria e un conflitto bellico?
Sono in relazione questi due eventi apparentemente diversi e scollegati?
Unendo i puntini si riesce a vedere invece chiaramente un unico schema d'insieme, e con l'aiuto di acuti osservatori come Giulietto Chiesa, Giorgio Agamben, Ilaria Bifarini o come il filosofo critico Fabio Vighi, il costituzionalista Ugo Mattei, o lo stesso Cacciari la riflessione si avvantaggia di nuovi spunti e il ragionamento arriva a manifestarsi con chiarezza trovando corrispondenza con i fatti.
Questi, e altri intellettuali già prima del 2020 ci avevano avvisato di come si stesse delineando una nuova fase storica, postdemocratica, che possiamo riassumere nell'espressione "totalitarismo delle emergenze", o con la parola "fobocrazia", il governare basato sulla paura.
Abbiamo quindi di fronte ciò che Pasolini aveva profeticamente previsto oltre mezzo secolo fa, cioè "un potere tecnocratico/tecnofinanziario" gestito da elite finanziarie e neoliberiste transnazionali e sostanzialmente apolidi, le quali intendono esercitare tale potere in maniera autoreferenziale.
Infatti se osserviamo entrambi i due eventi spartiacque degli ultimi anni. pandemia e guerra, vediamo che sono stati affrontati dall'informazione generalista con tematiche militaresche, con toni apodittici e faziosi, con letture e inerpretazioni unidirezionali; chi dissente è un pericolo pubblico, un traditore, un reprobo, un disinformatore, un disertore, un complottista ecc.
L'emergenza quindi serve, secondo la narrativa dominante che opera con incessante insistenza, a compattare la popolazione, ad ammaestrarla, a convincerla ad affrontare sacrifici o a rinunziare a quote di libertà costituzionalmente garantite, a obbedire in sintesi secondo la logica degli estremi rimedi al male estremo, ubi maior minor cessat.
La forma giuridica dello stato di emergenza, o più semplicemente il solo convincimento dell'esistenza di una emergenza, offre infatti a chi governa una possibilità che altrimenti non avrebbe, cioè il potere di prendere misure eccezionali tramite l'acquisizione di poteri straordinari e tutto ciò con l'ampia giustificazione della maggioranza. Inutile qui ricordare l'operato non conforme alla Costituzione del governo Conte o del governo Draghi.
Oggi, marzo 2025, questo metodo e questi toni sembrano essere ripresi in grande stile dai vertici UE di Bruxelles e dai vari corifei al seguito. Evidentemente ci stanno preparando a qualcosa.
E' sicuramente vero, come spiega Fabio Vighi, che dietro il sipario di apparenti scelte folli e autodistruttive da parte dei governi ci sono dei meccanismi economici, bolle speculative, economia del mondo occidentale in perenne rischio default, spostamenti di enormi capitali ecc. Il filosofo mette per esempio sullo stesso piano il lockdown e le sanzioni alla Russia, con conseguente perdita di fonti energetiche primarie, come un metodo per bloccare e demolire l'economia reale; sono misure finanziarie quindi.
Ma oltre a ciò e di pari passo ci sono anche degli obiettivi puramente sociali. Il green pass era una misura di controllo sociale, non uno strumento sanitario.
In futuro potrebbero esserci razionamenti, o limitazioni sul consumo elettrico o idrico, passaporto a punti, limitazioni di libertà per chi non è allineato o chissà cos'altro.
"Hanno deciso che siamo in guerra" dice Cacciari in questo breve estratto in allegato.
Le emergenze sono necessarie per governare quindi, per irreggimentare la popolazione, infine per assoggettarla sotto un più stretto controllo più raffinato e più subdolo rispetto alle dittature novecentesche che abbiamo studiato (poco e male) a scuola.
Stavolta il controllo sembra indirizzarsi direttamente sulle menti, sulla condizione e sul ruolo sociale dell'individuo, sulla manipolazione delle masse con toni paternalistici; Mattarella ne è un triste esempio.
Ne segue l'estromissione dalla società (si ricorderanno le parole di Draghi sui non vaccinati), la privazione del lavoro ecc, secondo un paradigma che abbiamo già visto. O ancora il blocco dei conti bancari ad opera del governo canadese di Troudeau sui camionisti che manifestarono bloccando le autostrade nel 2021 e così via.
Concludo questa mia riflessione scrivendo che le parole di Cacciari e degli altri intellettuali che ho sopra citato, in me sono risuonate come un invito al ragionamento, a saper connettere gli eventi che spiegano la complessita' del reale.
La risultante di questa operazione a volte faticosa è che la risposta non sarà l'ammaestramento servile come l'oligarchia neoliberista ha stabilito bensì il risveglio come nella caverna di Platone, per chi lo vorrà.
Se è vero come è vero che il primo pensiero dell'uomo che si risveglia nella caverna è quello di provare a risvegliare i suoi amici significa che l'esigenza primaria dell'uomo che si sente libero è di condividere la libertà coi suoi simili.
Chi ha passato il guado di una più approfondita analisi degli eventi nascosti che formano la complessità del reale sente urgente l'esigenza di condivisione, perché il risveglio di sè si vuole diventi anche risveglio della propria comunità.
Alekos Panagulis, eroe della Resistenza Greca protagonista del libro "Un uomo" di Oriana Fallaci, (che sto rileggendo in questi giorni) possa sempre essere esempio della dignità e del coraggio di chiunque voglia essere libero e vero.
Piero Restivo

Anch’io sto rileggendo proprio in questi giorni “Un uomo” di Oriana Fallaci!
RispondiEliminaApprezzo i tuoi contenuti, complimenti